Annunciazione (2005)
Questa interpretazione dell’Annunciazione non vuole avere niente di sacrilego, tutt’altro.
Perchè i bambini sono per davvero i nostri “salvatori”: portatori d’innocenza, tramite loro riscopriamo candore, e voglia di vita.
Via Crucis (2007)
Quattordici tavole con numeri romani, rivestite di camici ospedalieri.
Ognuno con il suo fardello di sofferenze passate e di sofferenze a venire, attraversiamo la vita.
Ma domani è Pasqua, e noi sappiamo sempre rinascere.
Buona Pasqua a tutti!
Lockdown (marzo 2020, racchette da tennis e cemento)
Pensavo di avere creato un’opera scaramantica, durante il primo lockdown: a quanto pare non ha funzionato.
Ad ogni buon conto, comunque…ogni riferimento alla attuale presa di posizione di Djockovic su vaccinazione & co…è del tutto casuale.
Specchio delle mie brame (2010)
Opera d’arte dal messaggio provocatorio sulla malia esercitata dal denaro.
Lastra di acciaio di grandi dimensioni (cm. 150 x 100) con serigrafia di banconota di € 500, e cornice con volute dorate.
La lastra è satinata, e l’effetto è una leggera riflettenza: uno specchio sfocato dove il soggetto che osserva e la banconota si fondono, in un binomio sfuggevole dai contorni indefiniti.
Eden (2005) Olio su tela e pneumatici di ruote da bicicletta
Immaginai il Paradiso come un posto pieno di colori sfavillanti, e con serpenti ricavati da pneumatici riempii una serie di felici composizioni.
Ci sono opere, tra quelle che ho eseguito, che non mi stancano mai, come queste titolate “Eden”.
Il Lupo e il Cane (2007) Collezione Privata
Dal 20 A.C. al 2021 D.C., la freccia scoccata dal latino Fedro con la sua favola attraversa i secoli diritta come un fuso, e si ripropone a noi appuntita e affilata come appena forgiata.
Un lupo magro e sfinito incontra un cane ben pasciuto, con il pelo folto e lucido. Si fermano, si salutano e il lupo domanda:
– Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe.
– Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con il mio padrone. C’è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa i ladri.
– Bene, ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve e di affannarmi in cerca di cibo.
Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha un segno intorno al collo.
– Che cos’è questo, amico? – gli domanda.
– Sai, di solito mi legano.
– E, dimmi: se vuoi puoi andartene?
– Eh, no – risponde il cane.
– Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà.
Transition (2010) Collezione Privata
Opera conclusiva di un percorso avviato nel 2009, e dedicato al bicentenario della nascita di Darwin.
L’installazione è costituita da due teli in PVC, il primo riportante il passaggio finale del testo “L’origine della specie” (1859), il secondo una fotografia di una scena di guerra, con soldati armati che spuntano mimetizzati tra i cespugli di un bosco.
Tra i due, un terzo telo bianco è posizionato per terra, come invito allo spettatore ad attraversare il percorso e a lasciare le proprie impronte come segno di un “passaggio”, documento in divenire che diviene parte integrante dell’opera.
Tale passaggio sta a sottolineare il contributo dato da ognuno all’evolversi del genere umano, e la propria responsabilità nell’eredità sociale.
Nel passare tra i due tele lo spettatore è libero di decidere a quale dei due teli voltare le spalle, nella consapevolezza che la sua decisione rimarrà impressa su un telo bianco, esposta al giudizio dei posteri.
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